Breve considerazione etica sulla "buona educazione"
La bestemmia è rigorosamente bandita da ogni tipo di comunicazione televisiva, radiofonica, giornalistica. Su internet invece, sebbene sia bandita dai grandi siti commerciali, ufficiali ed istituzionali, si può ancora incappare in qualche locus amoenus, siti demenziali per lo più, in cui considerano il bestemmiare non come la violazione a qualche legge più o meno riconosciuta ma come patrimonio della cultura popolare, o qualcosa di simile.
Siamo tutti d'accordo, credo, nel considerare questa linea politico-editoriale non come una auto-censura ma, piuttosto, come la semplice applicazione della buona educazione: sappiamo che a qualcuno dà fastidio la bestemmia, perciò è meglio non bestemmiare.
Anche in Wikipedia vige questa linea e, infatti, non troviamo bestemmie se non in rarissimi casi in cui la bestemmia è vista come oggetto di studio filologico-antropologico.
Tuttavia su wiki English ciò che è stato detto fino ad ora non vale, infatti esiste una pagina dedicata totalmente alle bestemmie italiane tradotte in inglese, le cosiddette Italian Profanity or blasphemy.
Nella pagina possiamo trovare, oltre alle più comuni parolacce, i vari porco dio, diocane, eccetera eccetera. Come si suol dire, tutto è relativo, è una questione di punti di vista, e ciò che a me può sembrare inopportuno e maleducato, ad un altro può sembrare lecito e tollerabile. In Italia chi bestemmia è visto come un inguaribile maleducato, mentre nei paesi di lingua inglese le bestemmie non esistono neanche, ecco perchè non è un problema creare una pagina ad hoc dedicata alla blasfemia più truce e popolana.
Ho fatto questo esempio per arrivare ad una considerazione etica generale.
Come si fa a mettere d'accordo chi, per compiere un qualsiasi ragionamento di tipo logico, parte da presupposti diversi o addirittura opposti?
Come cercare un punto comune fra culture così diverse come quelle occidentali ed orientali?
Come educare alla pace colui il quale sostiene la forza e la violenza come unici valori in grado di regolare il nostro mondo? E soprattutto, può avere senso un'operazione di questo tipo?
Eppure, sempre più, siamo costretti a fare i conti con chi è diverso da noi, con chi vive migliaia di chilometri da noi ed è cresciuto all'interno di contesti diversissimi dal nostro. E tutti quanti, in fondo al proprio cuore, pensano di essere gli araldi della giustizia, i portatori dell'etica più virtuosa.
Come trovare un punto comune in mezzo a tale diversità?
E' forse IL dilemma più caratteristico del nostro tempo...
Siamo tutti d'accordo, credo, nel considerare questa linea politico-editoriale non come una auto-censura ma, piuttosto, come la semplice applicazione della buona educazione: sappiamo che a qualcuno dà fastidio la bestemmia, perciò è meglio non bestemmiare.
Anche in Wikipedia vige questa linea e, infatti, non troviamo bestemmie se non in rarissimi casi in cui la bestemmia è vista come oggetto di studio filologico-antropologico.
Tuttavia su wiki English ciò che è stato detto fino ad ora non vale, infatti esiste una pagina dedicata totalmente alle bestemmie italiane tradotte in inglese, le cosiddette Italian Profanity or blasphemy.
Nella pagina possiamo trovare, oltre alle più comuni parolacce, i vari porco dio, diocane, eccetera eccetera. Come si suol dire, tutto è relativo, è una questione di punti di vista, e ciò che a me può sembrare inopportuno e maleducato, ad un altro può sembrare lecito e tollerabile. In Italia chi bestemmia è visto come un inguaribile maleducato, mentre nei paesi di lingua inglese le bestemmie non esistono neanche, ecco perchè non è un problema creare una pagina ad hoc dedicata alla blasfemia più truce e popolana.
Ho fatto questo esempio per arrivare ad una considerazione etica generale.
Come si fa a mettere d'accordo chi, per compiere un qualsiasi ragionamento di tipo logico, parte da presupposti diversi o addirittura opposti?
Come cercare un punto comune fra culture così diverse come quelle occidentali ed orientali?
Come educare alla pace colui il quale sostiene la forza e la violenza come unici valori in grado di regolare il nostro mondo? E soprattutto, può avere senso un'operazione di questo tipo?
Eppure, sempre più, siamo costretti a fare i conti con chi è diverso da noi, con chi vive migliaia di chilometri da noi ed è cresciuto all'interno di contesti diversissimi dal nostro. E tutti quanti, in fondo al proprio cuore, pensano di essere gli araldi della giustizia, i portatori dell'etica più virtuosa.
Come trovare un punto comune in mezzo a tale diversità?
E' forse IL dilemma più caratteristico del nostro tempo...
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5 Comments:
Un modo per convergere tra visioni del mondo cosi distanti tra loro, tra basi culturali cosi diverse, tra realtà sideralmente lontane, esiste. Ed è raggiungibile mediante un buon fucile a canne mozze.
Matte
E' quello che sosteniamo anche io e Bruce Willis :)
Sono allibita da quella pagina inglese O_O .. c'erano cose che non conoscevo neanche io!!! ahahaha
Vero...
forse la migliore è
M*****a bocchinara: Virgin Mary (is a) cocksucker.
beh, basta pensare che tutto è giusto e tutti hanno ragione. poi se uno vive nel proprio mondo come me, può tranquillamente vivere anche nel mondo degli altri. il discorso si fa complesso, mi fermo qui..
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